Parco Dunale
L’idea del Parco Dunale deriva dall’osservazione di un fenomeno che interessa l’area a mare a ridosso dell’attuale molo nord del canale fluviale, ovvero un riporto di materiale sabbioso che ha ampliato la spiaggia in quella zona. L’attuazione delle previsioni progettuali contenute nel Piano del Porto, in particolare la traslazione verso nord dell’ultimo tratto del “porto canale”, genererà un’area sabbiosa in continuità con quella che si è già creata, dove è in corso la ricostituzione di un cordone dunale con reinsediamento delle specie vegetali tipiche delle coste naturali mediterranee. Il processo di ripascimento del litorale verrà a costituire un’area sabbiosa con formazione di dune da destinare a Parco Dunale. In esso specie vegetali psammofile, come il cachileto, fungeranno da pioniere nei primi tratti di spiaggia, così come l’ammofileto sui primi rilievi dunali, per lasciare spazio a specie come la Canna di Ravenna nei settori retrodunali e, infine, alla Tamerice maggiore e al Pino d’Aleppo nei settori retrostanti più stabilizzati. Il Parco Dunale, in definitiva, avrà il pregio di sviluppare nel cuore della città una lunga e ampia spiaggia fino alla diga foranea caratterizzata dalla vegetazione tipica delle dune adriatiche, nonché, come già detto, da una pineta di Pini d’Aleppo posizionata a ridosso del molo nord per tutta la lunghezza dello stesso. La creazione di un’area con queste caratteristiche costituirà un elemento di resilienza e di bellezza naturale che andrà ad implementare la qualità urbana della città. Lo stesso molo nord, immaginato come una sorta di strada del cibo pescato e inedito percorso paesaggistico, permetterà di gustare cibi e vini di qualità, nonchè di osservare la città, la costa e il meraviglioso profilo delle nostre “Basiliche”, come Flaiano ha definito le montagne della Maiella e del Gran Sasso, e si trasformerà in una singolare nuova attrattiva culturale e turistica della città. Il progetto ha ricevuto il patrocinio di CNA Pescara.


